L’aumento del prezzo del petrolio torna a spingere verso l’alto il costo della benzina. In questo scenario, i buoni carburante erogati come fringe benefit ed esentasse fino a 1.000 o 2.000 euro l’anno, rappresentano una soluzione concreta di welfare aziendale per aiutare i lavoratori ad affrontare il caro carburanti.

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la guerra in Iran stanno già producendo effetti sui mercati energetici globali. Il prezzo del petrolio Brent è tornato a crescere sfiorando la soglia dei 120 dollari, riaccendendo i timori di una nuova fase di rincari per carburanti e trasporti. L’aumento delle quotazioni del greggio si sta infatti riflettendo rapidamente anche sui distributori: negli ultimi giorni la benzina ha registrato rincari superiori ai 15 centesimi al litro, con un impatto diretto sui costi di mobilità di famiglie e lavoratori. Se estendiamo i calcoli su base annuale, considerando un utilizzo medio dell’auto, la spesa aggiuntiva può superare i 350 euro per automobilista. In un contesto di prezzi energetici volatili e tensioni internazionali persistenti, il rischio è che i costi della mobilità tornino a incidere in modo significativo sui bilanci delle famiglie e sul potere d’acquisto dei lavoratori. Uno scenario che riporta alla memoria quanto accaduto nel 2022, quando la crisi energetica seguita allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina portò il petrolio a superare i 130 dollari al barile e i carburanti oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro.
Fringe benefit e caro carburanti: il ruolo dei buoni benzina per le aziende
In un contesto di inflazione ancora elevata e salari reali sotto pressione, i fringe benefit aziendali rappresentano uno strumento sempre più importante per aiutare i dipendenti a sostenere le spese quotidiane. Come abbiamo avuto modo di vedere con i dati dell’Osservatorio Amilon, oltre il 52% dei fringe benefit viene destinato a beni essenziali, come spesa alimentare e carburante. Un segnale di come le imprese stiano orientando sempre più le politiche di welfare verso il sostegno diretto al potere d’acquisto. In questo quadro, il welfare aziendale può offrire una risposta immediata e concreta ai bisogni dei lavoratori: strumenti semplici e flessibili consentono alle aziende di intervenire rapidamente su una delle voci di spesa più sensibili per milioni di famiglie.
Buoni carburante aziendali: una soluzione immediata per sostenere i lavoratori
Una delle soluzioni più efficaci per supportare i lavoratori è rappresentata dai buoni carburante digitali, utilizzabili presso le principali reti di distribuzione. La BuoniBenzina Card di Amilon, disponibile sulla piattaforma https://buonibenzina.com, permette alle aziende di erogare ai dipendenti un contributo immediato per sostenere i costi di mobilità.
Dal punto di vista fiscale, lo strumento rientra nelle soglie dei fringe benefit previste dalla normativa vigente ed è quindi esente da imposte per il lavoratore e deducibile per l’azienda fino a 1.000 euro l’anno per i lavoratori senza figli fiscalmente a carico e fino a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico. Questo significa che i fringe benefit possono arrivare a compensare completamente l’aumento annuo della spesa per carburante, offrendo alle imprese uno strumento rapido ed efficiente per sostenere il reddito dei dipendenti.
Per le aziende, integrare i buoni carburante nel pacchetto di fringe benefit significa poter agire in modo mirato su una spesa ricorrente e percepita come prioritaria dalla maggior parte dei lavoratori. Rispetto a un aumento salariale tradizionale, l’erogazione di benefit esentasse consente di massimizzare il valore percepito dal dipendente a parità di costo aziendale, aumentando l’efficacia delle politiche retributive in termini di retention, engagement e attrattività del brand come datore di lavoro.




